La storia della Maratona di Sant'Antonio: da Vedelago a Padova

La Maratona di Sant'Antonio non è nata a Padova e non ha sempre avuto quel nome. È una gara che in quasi trent'anni ha cambiato provincia di partenza, formula, dimensioni e infine intitolazione, restando però sempre la stessa cosa: una maratona di primavera nella pianura veneta, corsa a fine aprile su strade piatte. Questa pagina ricostruisce l'intero arco, dal 1988 al cambio di nome del 2017.
1988-1999: la Maratona di Vedelago
L'origine è a Vedelago, in provincia di Treviso, dove nel 1988 un gruppo di atletica locale mette in piedi una maratona su un tracciato di campagna. Per dodici anni la gara vive con quel nome e con quella scala: una prova di livello nazionale, seguita dal mondo del podismo veneto e frequentata da società di tutta Italia, ma senza l'apparato di una grande maratona cittadina.
Il tracciato, però, è già la sua qualità migliore. Fra Treviso e Padova la pianura è quasi perfettamente piana, le strade provinciali sono larghe e a fine aprile il meteo è quasi sempre clemente: condizioni che nel giro di pochi anni cominciano ad attirare atleti in cerca di un tempo, non solo di una gara.
2000: il Giubileo e il nome nuovo
La svolta arriva con l'anno del Giubileo. Nel 2000 un'organizzazione sportiva padovana rileva la manifestazione, lascia la partenza a Vedelago ma porta l'arrivo a Padova, e la ribattezza Maratona di Sant'Antonio. La prima edizione con il nuovo nome si corre il 30 aprile 2000.
La scelta del nome non è un'etichetta. Spostando il traguardo a Padova, il finale del percorso viene a coincidere con la strada che nel 1231 il frate Antonio percorse morente da Camposampiero all'Arcella: la Via del Santo. La maratona si presenta quindi come una gara e insieme come un itinerario, e in un anno giubilare la formula funziona subito. Quella prima edizione padovana è anche l'unica interamente italiana ai vertici, con Migidio Bourifa e Franca Fiacconi vincitori assoluti, e attorno alla corsa nasce fin da subito una raccolta fondi per l'oncologia pediatrica cittadina.
Del primo anno resta anche una curiosità molto duemila: la manifestazione mise in vendita online alcune schede telefoniche da collezione, cinque dollari l'una, esplicitamente non utilizzabili per telefonare. Era il commercio elettronico dell'epoca, e oggi è un piccolo reperto.
Gli anni della crescita
Il decennio successivo è quello dell'espansione. La maratona diventa il centro di un fine settimana lungo, con villaggio in Prato della Valle, corse non competitive di 7, 4,5 e 1 km, una prova per bambini di 2 km e un calendario di appuntamenti che comincia il venerdì. I numeri salgono di conseguenza: 2.536 partenti nel 2003 e, l'anno dopo, il picco storico di 3.502 partecipanti nel 2004, di cui 2.815 arrivati al traguardo entro le sette ore; un mese prima della gara gli iscritti erano già 2.800.
È anche il periodo in cui la corsa si costruisce una reputazione fuori dall'Italia. I vincitori arrivano regolarmente da Kenya ed Etiopia, i tempi scendono e la maratona entra stabilmente nel giro delle prove seguite dalle federazioni internazionali. Chi volesse capire come funzionano oggi la misurazione dei percorsi e la ratifica dei primati può partire da World Athletics e dall'associazione internazionale delle maratone, AIMS.
Nel 2004 il sito della manifestazione fu costruito come uno dei primi siti italiani pienamente accessibili, conforme agli standard del W3C: un dettaglio tecnico che oggi sembra minore e che allora, in Italia, era quasi un'eccezione. È una delle poche eredità del vecchio dominio che questo archivio prova a onorare, con tabelle vere, contrasto alto e testo leggibile anche senza fogli di stile.
2005 e 2006: i campionati italiani
Il riconoscimento più alto arriva a metà decennio: per due anni consecutivi, nel 2005 e nel 2006, la corsa ospita il campionato italiano di maratona. Significa che i migliori specialisti nazionali si presentano al via a Vedelago per giocarsi un titolo, e che il tracciato viene giudicato adatto a una gara di quel peso dalla FIDAL.
Il 2006 è anche l'anno in cui vince Ruggero Pertile (ITA, 2h11'18"), che tornerà a vincere dieci anni più tardi, nell'ultima edizione con il nome del Santo. I nomi, i tempi e i dettagli di ogni singolo anno stanno nelle pagine delle edizioni e dell'albo d'oro.
2011: la partenza si sposta a Campodarsego
Nel 2011 finisce l'accordo con Vedelago e la partenza viene spostata a Campodarsego, che del vecchio tracciato era già uno dei nove comuni attraversati, con arrivo confermato in Prato della Valle. Il percorso perde la parte trevigiana e diventa interamente padovano, mantenendo però il carattere di sempre: piatto, largo, veloce.
La modifica non toglie nulla ai cronometri, anzi. Proprio nel 2011 vengono corsi il tempo maschile più rapido di tutta l'era Sant'Antonio, 2h09'02", e il tempo femminile più rapido del periodo, 2h29'25". Il primo resta a lungo il record del percorso.
2016: il percorso rientra dentro Padova
La seconda grande riscrittura è del 2016, quando il tracciato viene ricostruito attorno alla città: partenza dallo Stadio Euganeo, passaggio da Rubano, Selvazzano Dentro, Teolo e Abano Terme, arrivo sempre in Prato della Valle. La maratona smette di essere un lungo trasferimento lineare dalla campagna alla città e diventa un anello attorno a Padova, verso i primi Colli e la zona termale.
È un cambiamento logistico e insieme di identità: senza il tratto fra Camposampiero e l'Arcella, il legame diretto con la Via del Santo si allenta parecchio. Il confronto fra i tre tracciati è spiegato per intero nella pagina dedicata al percorso.
2017: il cambio di nome, e che cosa resta
Nel 2017 la manifestazione viene ridenominata e assume il nome della città. La gara non è finita: continua a corrersi a Padova, in primavera, con arrivo in Prato della Valle, ed è oggi una manifestazione viva, con le proprie iscrizioni e il proprio regolamento, curata dall'organizzazione ufficiale della gara, alla quale va chiesto tutto ciò che riguarda le edizioni attuali.
Quello che si è interrotto è la memoria dei diciassette anni intitolati al Santo. Il vecchio dominio è uscito di scena, i file dei risultati non sono sopravvissuti e l'archivio ufficiale di quel periodo non è più consultabile: da qui la ragione di questo sito, che non pretende di sostituire nulla ma tiene in ordine una storia che vale la pena di non perdere.